Piombo


 

Andare? 


Probabilmente dovrei.


Lascio cadere il quando


non discuto col tempo,


mi scorre ogni mattina
sulla faccia,

e dell’amore è inutile parlargli.

Lui non capisce e non sa


che è di piombo fuso e pesa


il nostro amore.

Pesa sulle mie gambe,

mi trattiene e mi incendia,

fa che allontanarsi sia un dolore

che ogni giorno mi ringiovanisce.

Abner Rossi

Firenze – Lunedì 21 luglio 2014

(poesia depositata siae)

abbraccio

 

Si può


 

si può, volendo,

scrivere parole su un cuscino…

 

stasera scrivo qui!!

 

Stai già dormendo

colgo a piene mani

il tuo silenzio.

 

Solo qualche parola

sussurrata…quasi emozioni

che la mia voce non riesce a trattenere…

la fortuna mi ha voluto bene.

 

Grazie, a domani,

buonanotte amore.

 

 

Abner Rossi.

21 luglio 2014

poesia depositata siae

castelli4

 

Calliope


 

Per capire ho capito,


vedo i versi sfilarsi uno ad uno

perdere il filo, prendere paura,


annullarsi in vicoli tortuosi

dove la notte luce non accetta.

A volte li sento tremare,


perdere il suono e la voglia


come frutta che mai si fa matura.

Stanno lassù indecisi,


un regno dove muffa li imprigiona,


dove il rischio è nullo e non c’è vita.

Per capire ho capito


sei diventata avara di consigli,


non vuoi, non puoi, oppure sarai stanca,


anche se Musa, forse sei invecchiata.

Magari ti hanno chiuso in manicomio,


non saresti la prima, è già successo,

meglio star lì che leggere sciocchezze.

Il tempo vero, quello che trascorre,


detta la sua poesia ai quattro venti,

vera metafora non accetta plagi,

non ha pazienza, non aspetta mai,


tanto meno i poeti e la poesia.

Abner Rossi.

sabato 19 Luglio 2014

poesia depositata Siae

Calliope

Calliope

 

 

 

Ulisse, il gallo e altre storie


 

Conviene attesa

quando anche il gallo

che cantò tre volte resta muto.

 

Quand’anche il furbo Ulisse

tradisce se stesso e il viaggio,

cancella la stirpe, e sceglie

per suo cavallo Ronzinante.

 

Conviene attesa

quando parole degne di libertà,

che in ogni tempo è stata solo suono,

cadono sfinite, per morire su un foglio

senza eco.

 

Oh, se si tratta di andare tutti andiamo,

con arroganza, senza timidezze,

ma la mappa è persa.

 

Il dove e il come sono da decidersi:

deciderà il tempo, capo dei capi,

poi lo stato dei fatti, il caso,

le nostre gambe malferme,

mani cieche che hanno perso il tatto,

occhi che rinunciano a vedere

schiavi di un guardare allucinato.

 

Oh, se si tratta di amare tutti amano,

ma di un amore che si sente vecchio,

stretto dentro ai contorni consunti

di uno specchio.

 

Gli specchi in pollici dettano leggi

e le leggi non hanno morale

sono o non sono.

 

Per mio conto cerco notti,

quando la luna è nera,

quando le luci si chiudono

dietro ad un sipario insoddisfatto.

 

Eppure eravamo titani

forse anche dei, magari minuscoli

con la capacità di un niente da arricchire,

disegnare e dipingere.

 

Dire non basta,

servono saette e vento marino, lava interiore.

 

…Ci basti per oggi, scrivere due righe

per domani.

 

Abner Rossi

11 luglio 2014 (ore 12,35)

poesia depositata siae

uomo in fuga

 

 

Un solo amore


 

E sono qui

pelle, ossa e coglioni.

 

Qualche circonvoluzione di cervello,

i calli delle bandiere che ho impugnato,

le battaglie provvisoriamente vinte

(quelle recenti o in epoche lontane),

le infinite guerre senza tempo

senza concedermi tregue ingenue

e tanto meno pace.

 

Un solo amore!

Trovato fuori tempo e disperato,

ma grande e bello e ricco…

 

Sarebbe giusto gridarlo a piena gola,

ma non è il mio stile…

mi basta dire “confesso che ho vissuto”

 

Abner Rossi

11 Luglio 2014

poesia depositata siae

castelli

 

in un respiro


Una carezza, un bacio,

tramonto rosso fuoco nelle vene…

poi notte e sipario

di promesse.

 

Abner Rossi

9 luglio 2014

poesia depositata

italo1

Solo Ogni volta


 

Volendo

si potrebbe parlare della notte,

della notte trascorsa insieme

e delle montagne evitate e di quelle

che abbiamo pericolosamente scalato.

 

Si potrebbe parlare

degli oceani che ci hanno bagnato

e delle secche dove si siamo arenati,

dei golfi ameni dove respiro urta gli scogli

e si abbandona. E delle nebbie e pianure

di leggero cotone increspato dall’acqua.

 

Volendo potremmo tacere,

sappiamo entrambi che per le nostre notti

non esistono parole, né i suoni adatti.

 

Forse sarebbe giusto

affacciarsi alla finestra e gridare, urlare,

ridere fino ad impazzire più di quanto lo siamo,

magari scendere in strada nudi…

 

chè la passione si spanda intorno

e dilaghi.

 

Personalmente preferisco non dire

ciò che ho provato e che provo.

 

Preferisco non dirlo nemmeno a te.

 

Bene che tutto sia mistero

e voglia, e vita, e fuoco, benedizione,

tempo speso per sempre.

 

Voglio mantenere inalterato

il nostro ripetitivo miracolo

per farlo diventare solo un modo di vivere,

morire, rinascere…ogni volta.

 

Non per sempre…solo ogni volta.

 

Abner Rossi

07 Luglio 2014

poesia depositata siae

sarzana-abner

 

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 223 follower