Io fiorisco alla notte


Io non capisco

l’orientarsi al sole delle piante,

io fiorisco alla notte

quando le ombre non mi danno requie,

quando ubriachi gridano per strada,

quando le geografie sono diverse

e la follia galleggia tra le luci.

Io non capisco

lo svolazzare degli uccelli in cielo,

mi piace la civetta sul cipresso

il suo grido che parla d’appetito,

il mio pensiero che vira in fantasia,

i rumori che non riconosco.

Io non capisco

quello che sono quando luce è piena,

so bene invece cosa son di notte,

un piccolo uomo a molte dimensioni

dove entro, esco e trovo compagnia.

Abner Rossi

13 dicembre 2014

scultura di Daniela Grifoni

scultura di Daniela Grifoni

Ora tocca al vento


Ora tocca al vento

 

E tutto, proprio tutto

smarrì la direzione del sogno,

dura assenza si contrappose,

come lento tramonto scolorito

o alba senza aurora.

 

Che dire degli incancellabili baci?

ricordi e fuoco vivido.

 

Ora tocca al vento

…pulisca finalmente nuovi anni.

 

 

Abner Rossi

12 dicembre 2014

 

notte

Molly, monologo finale dall’Ulisse di James Joyce


NIENTE DI PIU’ BELLO….

“..eravamo stesi tra i rododendri sul promontorio di Howth con quel suo vestito di tweedl grigio e la paglietta / il giorno che gli feci fare la dichiarazione / sì prima gli passai in bocca quel pezzetto di biscotti all’anice / e era un anno bisestile come ora sì 16 anni fa / Dio mio dopo quel bacio così lungo non avevo più fiato / sì disse che ero un fior di montagna / sì siamo tutti fiori / allora un corpo di donna / sì è stata una delle poche cose giuste che ha detto in vita sua / e il sole splende per te oggi / sì perciò mi piacque / sì perché vidi che capiva o almeno sentiva cos’è una donna / e io sapevo che me lo sarei rigirato come volevo / e gli detti quanto più piacere potevo per portarlo a quel punto / finché non mi chiese di dir di sì / e io dapprincipio non volevo rispondere / guardavo solo in giro il cielo e il mare / pensavo a tante cose che lui non sapeva / di Mulveyl e Mr Stanhope e Hester e papà e il vecchio capitano Groves / e i marinai che giocavano al piattello e alla cavallina come dicevan loro sul molo / e la sentinella davanti alla casa del governatore con quella cosa attorno all’elmetto bianco / povero diavolo mezzo arrostito / e le ragazze spagnole che ridevano nei loro scialli / e quei pettini alti / e le aste la mattina i Greci e gli ebrei e gli Arabi e il diavolo chi sa altro da tutte le parti d’Europa / e Duke street e il mercato del pollame / un gran pigolio davanti a Larby Sharonl / e i poveri ciuchini che inciampavano mezzi addormentati / e gli uomini avvolti nei loro mantelli / addormentati all’ombra sugli scalini / e le grandi ruote dei carri dei tori / e il vecchio castello vecchio di mill’anni / sì e quei bei Mori tutti in bianco / e turbanti come re / che ti chiedevano di metterti a sedere in quei loro buchi di botteghe / e Ronda con le vecchie finestre delle posadas / fulgidi occhi celava l’inferriata / perché il suo amante baciasse le sbarre / e le gargotte mezzo aperte la notte / e le nacchere / e la notte che perdemmo il battello ad Algesiras / il sereno che faceva il suo giro con la sua lampada / e Oh quel pauroso torrente laggiù in fondo / Oh e il mare / il mare qualche volta cremisi come il fuoco / e gli splendidi tramonti / e i fichi nei giardini dell’Alameda / sì e tutte quelle stradine curiose / e le case rosa e azzurre e gialle / e i roseti e i gelsomini e i geranii e i cactus / e Gibilterra da ragazza dov’ero un Fior di montagna / sì quando mi misi la rosa nei capelli / come facevano le ragazze andaluse / o ne porterò una rossa / sì / e come mi baciò sotto il muro moresco / e io pensavo be’ lui ne vale un altro / e poi gli chiesi con gli occhi di chiedere ancora / sì allora mi chiese se io volevo / sì dire di sì / mio fior di montagna / e per prima cosa gli misi le braccia intorno / sì e me lo tirai addosso / in modo che mi potesse sentire il petto tutto profumato / sì e il suo cuore batteva come impazzito / e sì dissi / sì voglio / sì.

Ulisse-Joyce-riassunto

Come se già tutto fosse scritto


 

Tendendo a tutto ciò che al mondo ride,

agli alberi ingemmati e verdi foglie,

alle campagne quando son fiorite,

verso le sponde di un tranquillo fiume,

alla spuma delicata sopra un’onda,

ad un amore quando si fa grande.

 

Tutti si aspetta mentre si procede,

si guarda indietro per andare avanti,

confuso giorno si cambia in esperienza

dipingendo di aurora ciò che è nero,

ciò che madre morte rinvivisce.

 

Ibridi fiori fatti di incoerenza,

di tradimenti che si fan speranza

si va tendendo a ciò che al mondo ride

come se vita sapesse il suo mistero,

come se già tutto fosse scritto…

 

come se caso architettasse invano.

 

 

 

Abner Rossi

12/12/2014

masterprints2

volendo


Volendo si può anche scherzare

sul tempo che passa e la vita,

sul transito delle comete,

sul volto che cambia e le rughe,

sui sogni infantili delusi.

 

Volendo si può anche scherzare

sui mille ideali, le cento promesse,

le lune trascorse, le albe, le notti

e i tanti pensieri segreti.

 

…anche sugli amori, volendo.

 

Volendo si può accendere un faro,

una luce, un cerino, un domani. 

 

Abner Rossi

8 dicembre 2014

bacio

Memorie


 

Ho visto i fuochi della grande guerra,

le bombe alla stazione di Bologna,

le albe intense della mia campagna,

le rane gracidare dentro al borro.

 

Ho visto tante bandiere sventolare,

le ho viste anche scivolar nel fango.

Donne uccise solo perché donne,

furfanti con la fascia tricolore.

 

Operai orgogliosi del loro lavorare.

 

Ho visto

i miei figli crescere e invecchiare,

i minuti trasformarsi in ore

i miei pensieri diventar parole,

le mie giornate pronte a partorire.

 

5 dicembre 2014

Abner Rossi

ascoltare come sorpresa per favore

abner5

Uomini e donne


 

Niente che possa

cagionevole alma

in eterno salvare

quando amor arreso

oltre tramonta.

 

Niente che possa

tracciar nuovi percorsi

e per cecità andare avanti

salvazione otterrà.

 

Niente potrà

umane dimensioni

proiettar fuor dai confini

quando abitudine impera.

 

Si potranno forse tentare

nuove isole interne,

se caso e coincidenze vorranno

per figli che saranno

uomini e donne.

 

Per fortuna

dimenticandoci.

 

Abner Rossi

4 dicembre 2014

infinito

 

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