Di tutto questo


Di tutto questo

 

Di te, di me, di noi, dei nostri mondi,

degli infiniti capitati a caso.

 

Di ciò che ci accade puntualmente,

delle stranezze che segnano la vita,

dei nostri passionali appuntamenti,

dell’andare e venire in altri luoghi,

di tutte le montagne di domande.

 

Delle risposte che son state scritte

su vecchie carte che si son perdute.

 

Di tutto questo ti vorrei parlare,

per tutto questo ti vorrei ascoltare,

ma tu non sei mai stata interessata.

 

Ti ho persa, forse, prima d’incontrarti,

ti ho persa in un bacio sconosciuto.

 

Abner Rossi

15 aprile 2014

poesia depositata siae

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Il mio mondo di cartone


Il mio mondo di cartone

 

Mi faccio strada

tra arbusti strani come vecchi sogni,

tra tempi che non sembrano ricordi,

tra voci che mi chiamano lontane.

 

Se mi avvicino

sembra come un mondo di cartone

pronto a contrarsi, pronto a scomparire.

 

Davanti vedo e non vedo

leggere ombre che mi sembran nude

come una notte che tarda a farsi giorno,

come freddo sempre nelle ossa,

come un amore che è solo fantasia.

 

Quando tocco la mia faccia e gli occhi

per sapere dove sono e se son vivo

ho strane sensazioni di futuro:

mari che non hanno ancora acqua,

fiumi che scorrono in strane direzioni,

idee che non si vestono di nuovo,

parole fresche ancora chiuse a chiave

in una penna che ho lasciato chiusa,

come sepolta in terra sconsacrata

o in un cassetto che non voglio

aprire.

 

Abner Rossi

12 aprile 2014

poesia depositata siae

sole

 

A mio figlio per dimenticare


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A mio figlio per dimenticare

 

Posso venire con te

fino al mio confine,

non un metro di più

quell’oltre che c’è dopo è solo tuo

ed è sicuro che dovrò partire.

 

Così come mi vedi,

pregi, difetti e molte presunzioni,

è tutto quello che ho voluto fare,

è tutto quello che ho voluto dare,

un sogno antico in battere e levare

che ho legato al corpo di tua madre

in una notte che non è mai finita.

 

Ma ricorda che quella notte,

quel sogno, quel suono e quella donna

sono tutto per me e sono io:

la mia anima stanca, la mia penna,

la mia follia d’amore e desiderio.

 

Non ho altro che potrai ascoltare,

è il mio romanzo, è l’unica lettura

giusta o sbagliata di tutta la mia vita.

 

Da sempre io non ho niente da insegnare,

imparerai a furia di sbagliare.

 

Una somma d’errori è la via giusta

comunque io non ne conosco altre,

come non conosco soluzioni.

 

E sii te stesso!

Anche se quel che sei può non piacerti,

passerà anche questo, come i venti,

le ore, le stagioni, il brutto tempo,

l’importante è che tu guardi per vedere.

 

Non venderti mai, nemmeno per amore.

 

Abner Rossi

7 aprile 2014

poesia depositata siae

Abner Rossi settembre 2012

Abner Rossi

 

Fianco a fianco


Fianco a fianco

 

Eravamo così

senza due soldi per comprarci un letto,

forse molto ingenui, forse innamorati,

forse dentro ad un gioco troppo grande.

 

Nel tempo ci hanno dato molti nomi

e matti lo eravamo di sicuro,

ma ancora adesso camminiamo insieme

mano nella mano, fianco a fianco

sapendo bene dove stiamo andando.

 

Sempre in un oggi che non è mai ieri.

 

Abner Rossi (poesie d’amore)

3 aprile 2014

poesia depositata siae

como3

 

Passi moderni


Passi moderni

 

Silenziosamente

limiti, salti, molti rischi,

il fiato corto di un funambolo

che non ha la stoffa dell’acrobata

cercando parole-tempo,

e poi nuvole, sgualciti sogni,

moderni passi, fuochi perenni,

vita che si dispiega

e si contrae.

 

Infedeli promesse,

un rosso bilancio

per scoprire infine

che nessuno può premettere

se stesso.

 

Poi tu

riassunto di miliardi di parole

tutte quelle scritte

e quelle andate perdute

per essere ritrovate oggi

sotto forma d’amore.

 

Abner Rossi

2 aprile 2014

poesia depositata siae

mani-pugno

 

Per luoghi e genti


Per doloranti uomini variamente colorati

si va per processioni di immagini stereotipate,

abbandonando per terra, come immondizia,

ciò che è più caro a ieri, a oggi, a domani.

Salutando inconsapevoli

ciò che servirebbe ai figli dei figli dei figli.

Siamo senza veri eredi

perché abbiamo rifiutato madri e padri,

e la loro storia ripetutamente tradita.

Si, tradita per molto meno di trenta denari.

E le colline della mia infanzia,

quelle che mi hanno visto nascere,

intanto crollano deluse.

Non avrò niente da raccontare,

niente che possa dare un senso

ai pochi e rapidi passi, ai miei anni.

Abner Rossi

27 marzo 2014 – poesia depositata siae.

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Con quel naso strano


Rivoglio il mio ieri,

sento l’oggi molto scivoloso

e non ho un vero interesse per domani.

Ti rivoglio com’eri

con quel tuo corpo che non era bello,

con quei capelli, con quel naso strano

con quel tuo camminare un po’ impacciato.

Ti rivoglio quando mi volevi

con quella ostinazione innamorata,

le tue rabbie improvvise e le dolcezze

i figli che volevi, il cibo strano

che mi preparavi.

So bene che eri quella che sei oggi,

ma fammi stare con la mia illusione

di un vero amore che non è mai finito.

Abner Rossi.

26 marzo 2014 – poesia depositata siae

foto prelevata dalla rete

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